I borghi del vino bianco in Val d'Orcia
San Quirico d’Orcia, Pienza e Montalcino

La Taverna del Pecorino di Matteo Pasquetti

La Val d’Orcia, patrimonio UNESCO dal 2004, è una delle zone più affascinanti della Toscana: i suoi paesaggi iconici, fatti di colline sinuose, cipressi solitari e casali in pietra, sono noti in tutto il mondo. Ma oltre alla bellezza, questa terra custodisce anche un’anima enologica ricchissima, dominata da grandi vini, perlopiù rossi, come il celeberrimo Brunello di Montalcino. Eppure, in questa culla del vino rosso, sopravvive e si rinnova anche una tradizione più silenziosa ma non meno interessante: quella del vino bianco.


Un bianco toscano di carattere
In Val d’Orcia, il vino bianco ha origini antiche. Da sempre, accanto alle rinomate uve rosse, i contadini coltivavano anche uve bianche per ottenere vini freschi e godibili. Oggi, alcune cantine stanno riscoprendo questo patrimonio e producono bianchi di qualità, che sanno parlare del territorio con eleganza e semplicità.
I vitigni più utilizzati sono il Trebbiano toscano e la Malvasia, vinificati in blend ma spesso anche in purezza. A volte compaiono anche varietà internazionali come Chardonnay o Sauvignon, ma è nei vitigni autoctoni che si trova l’espressione più autentica di questa terra.

Vediamo adesso i tre borghi simbolo di questa rinascita del vino bianco nella terra del rosso.


San Quirico d’Orcia: storia, arte e Trebbiano
San Quirico è un gioiello di pietra, incastonato tra colline dorate e campi di grano. Il borgo è noto per i suoi palazzi medievali, i giardini all’italiana degli Horti Leonini e le chiese romaniche, ma anche per una viticoltura di grande qualità.
Qui, alcune piccole aziende agricole coltivano Trebbiano toscano, dando vita a vini bianchi secchi, leggeri ma mai banali. Spesso accompagnano i piatti tipici locali, i formaggi freschi e le verdure dell’orto. Il vino bianco di San Quirico è il compagno ideale per un pranzo estivo sotto un pergolato o un picnic tra i cipressi.


Pienza: pecorino e bianchi profumati
Pienza, la “città ideale” voluta da Papa Pio II, è celebre per la sua architettura rinascimentale e per il Pecorino di Pienza, uno dei formaggi più amati della Toscana. Ma questo borgo custodisce anche una piccola produzione di vini bianchi che vale la pena scoprire.
Il Trebbiano trova qui un terreno calcareo e un microclima ventilato che esalta le sue note agrumate e floreali. Alcune cantine propongono versioni più fresche, da bere giovani, mentre altre sperimentano fermentazioni spontanee e affinamenti in anfora o barrique, per ottenere bianchi più complessi.
Una degustazione a Pienza può diventare un’esperienza completa: un calice di bianco, una fetta di pecorino stagionato, e lo sguardo che si perde sulla valle dorata al tramonto.


Montalcino: il regno non solo del Brunello
Quando si parla di Montalcino, il pensiero va subito al Brunello, uno dei più grandi rossi d’Italia. Tuttavia, anche qui non manca una piccola ma interessante produzione di bianchi.
Alcune storiche aziende vinicole, accanto alle etichette blasonate di Brunello e Rosso di Montalcino, producono bianchi da Trebbiano e Malvasia, vinificati con attenzione artigianale, dando vita a vini eleganti, dalla buona acidità, ideali da abbinare ai crostini toscani o ai piatti più leggeri della tradizione del luogo.


Un tesoro da riscoprire
La Val d’Orcia, con la sua fama di terra di grandi rossi, nasconde tra i suoi borghi, le sue pievi e i suoi filari anche un’anima bianca: discreta, genuina, legata alla storia rurale e oggi rilanciata dai viticoltori più appassionati, che dimostrano che il vino bianco ha sicuramente un ruolo importante anche in una delle culle dell’enologia italiana.