La città toscana dei cantuccini
I biscotti simbolo della tradizione culinaria toscana

I cantuccini toscani chiamati anche i biscotti di Prato, rappresentano forse il dessert più conosciuto della regione Toscana.
Con questo articolo andremo ad analizzare più da vicino la città toscana dei cantuccini e il suo legame storico con i biscotti simbolo della tradizione culinaria toscana.


Le origini dei cantucci:


Le origini del biscotto vanno ricercate nel cantellus, che in latino significa pezzo di pane o fetta di pane, che veniva consumata dai soldati romani durante le campagne militari. Una ricetta questa che assunse una connotazione dolce a partire dal XIV secolo quando in Europa e di conseguenza anche in Toscana, si diffuse la presenza della canna da zucchero. Nella seconda metà del XIX secolo, il pasticcere Antonio Mattei recuperò la ricetta dei biscotti di Prato simili ai cantuccini, divennero così importanti e famosi da finire anche all’esposizione universale di Parigi del 1897, finendo per passare alla storia come i cantucci della città di Prato. Sia se si trattò di un equivoco sia se si trattò di una cosa voluta e ragionata, quello che resta è la grande bontà di questi biscotti.

Quello che ci è stato tramandato dalla tradizione:
Si dice che i cantuccini, sono dei biscotti che affondano le proprie radici nella tradizione popolare, che vedeva le famiglie del tempo mangiare, per non sprecare niente, anche la parte finale del pane dolce, che i panettieri preparavano per le persone più benestanti, gli scarti di questa preparazione, di solito, venivano regalati alle famiglie più povere. Questa parte appunto prendeva il nome di cantuccio.

I cantuccini specialità Igp dal 2016:


I cantuccini oggi sono il biscotto italiano più esportato nel mondo e vengono prodotti sia a livello industriale che artigianale. Iscritto dal 2016 nel registro delle specialità Igp a difesa della sua ricetta originale.

Ricetta originale:
• Farina
• Mandorle non pelate
• Zucchero
• Uova
• Burro
• Miele mille fiori
• Lievito
• Aroma naturale di vaniglia
• Scorza d’arancia grattugiata


Conclusione:
Abbiamo voluto darvi una ricetta di grande valore, che anche se largamente conosciuta dai molti, è giusto ricordare e che potremmo cominciare a preparare in questi giorni, addolcendo di molto le nostre giornate.




CINTA SENESE:


CINTA SENESE


LE CARATTERISTICHE CHE RENDONO
UNICA LA CARNE


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