Tartufo
10 cose che devi sapere assolutamente

Non tutti sanno che nei meandri dei nostri boschi, si nasconde un vero e proprio gioiello, capace di attirare l’attenzione di moltissimi appassionati, che nella speranza di trovarlo, perlustrano centimetro dopo centimetro tutto il territorio a loro disposizione, con l’intento di aggiudicarsi il gioiello più grande e più pregiato.

Il prezioso in questione è il tartufo, uno dei prodotti più pregiati che ci siano. Con questo articolo cercheremo di capire che cos’è il tartufo e quali sono le diverse tipologie esistenti.

I tartufi migliori e più conosciuti:


-Tartufo bianco: pregiato o trifola bianca Tuber magnatum pico
-Tartufo nero invernale: Tuber melanosporum
-Tartufo nero estivo: Tuber aestivum


cuore tartufo

Il tartufo è un fungo ipogeo:


Il tartufo costituito principalmente da acqua, fibre e sali minerali. È un fungo ipogeo cioè sotterraneo, a forma di tubero.


Nasce dalle radici di piante specifiche:


Per il bianco:
-Farnia
-Cerro
-Rovere
-Roverella
-Pioppo nero
-Salice bianco
-Tiglio
-Nocciolo

Per il nero:
-Roverella
-Leccio
-Cerro
-Tiglio
-Nocciolo
-Carpino nero
-Cisto

Il tartufo vive in simbiosi con le radici di alcune piante che gli trasmettono tutte le sostanze nutritive di cui ha bisogno.


Sentinella ambientale:


La sua presenza è sintomo di aria pulita e di un ambiente con un livello di inquinamento molto contenuto. Quindi più il contesto è naturale e sano e più è possibile imbattersi nel gioiello dei nostri boschi.

Dove si trova il tartufo:


Quando parliamo di tartufi siamo portati a ragion veduta, a pensare subito ad Alba, sicuramente la zona più importante per la produzione del tartufo. Anche se il tartufo possiamo trovarlo in alcune zone della Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana e in gran parte del centro Italia.

Quando si raccoglie:


Come in ogni regione, la raccolta dei tartufi è strettamente controllata e organizzata con un calendario messo a disposizione dalla regione stessa. È fondamentale che il calendario venga seguito senza eccezioni per poter garantire che la terra non venga inutilmente indebolita.

tartufo cassetta

Calendario raccolta tartufi Regione Toscana:


-Tartufo bianco pregiato: Tuber Magnatum 10 settembre 31 dicembre
-Tartufo nero pregiato: Tuber Melanosporum15 novembre 15 marzo
-Tartufo moscato: Tuber Brumale var. moschatum 15 novembre 15 marzo
-Tartufo scorzone: Tuber Aestivum 1 giugno 30 novembre
-Tartufo uncinato: Tuber Uncinatum 1 ottobre 31 dicembre
-Tartufo Brumale: Tuber Brumale 1 gennaio 15 marzo
-Tartufo Marzuolo: Tuber Borchii 10 gennaio 30 aprile
-Tartufo nero liscio: Tuber Macrosporum 1 settembre 31 dicembre
-Tartufo nero ordinario: Tuber Mesentericum 1 settembre 31 gennaio


Forma e terreno:


La forma del tartufo dipende dal terreno dove è cresciuto, se il terreno è morbino il tartufo si presenterà con una forma sferica, se il tartufo si presenterà con una forma più irregolare starà a significare che il suo terreno d’origine era particolarmente duro.


Non coltivabile:


La sua importanza deriva dal fatto che non essendo coltivabile e essendo presente solo in natura, non è molto facile trovarlo, questo contribuisce a renderlo un prodotto unico e molto desiderabile.

Come conservare il tartufo:


Il miglior consiglio che ti possiamo dare è quello di consumarlo fresco, quindi nel giro di pochi giorni al massimo. Ma se desideri conservarlo, ti suggeriamo di avvolgerlo in un tovagliolo di carta, e metterlo in un barattolo in frigorifero e assicurati di cambiare ogni giorno il tovagliolo nel quale lo avvolgerai quotidianamente.

La borsa del tartufo:


Essendo un prodotto molto pregiato, il suo prezzo viene stabilito settimana in settimana, da una vera e propria borsa del tartufo. Il prezzo finale viene influenzato dalla sua pezzatura, dalla sua forma, dal suo colore e dal suo grado di maturazione.

Conclusione:


In cucina il tartufo viene utilizzato per la preparazione di numerosi piatti, dove la regola numero uno è la stessa per tutti, non utilizzare mai il tartufo per le preparazioni di ricette dai sapori troppo forti, per non rischiare di coprirne l’aroma.



TARTUFO E FORMAGGIO:



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